www.piacenzamusei.it
 Icona Indice Musei Icona Musei in città Icona Musei in Provincia Icona Cosa ti interessa Icona Itinerari Consigliati Icona Territorio  Regione Emilia Romagna
Provincia di Piacenza
Comune di Piacenza
Indice Musei Musei in città Musei in provincia Cosa ti interessa Itinerari consigliati Il territorio
 
Abbazia di San Colombano - Bobbio

Abbazia di San ColombanoIdria di alabastro, secolo IIIPisside-teca, sec. IV-V
Cancellata in ferro battuto, cripta della Basilica, sec. XIIMosaico, Basilica di San Colombano, sec. XIIVeduta dell'interno, Basilica di San Colombano


La città di Bobbio e l'Abbazia di S. Colombano

La città di Bobbio sorge in un punto strategico della via che porta a Genova e in Liguria attraverso la Val Trebbia e a ciò deve, principalmente, la funzione storica di luogo d'incontro e di scambio tra popolazioni e culture diverse. La zona dispone, inoltre, di varie risorse naturali, in particolare il clima favorevole alle colture, le argille e le acque saline sulla sponda destra del fiume. Importanti ritrovamenti archeologici sul vicino Monte Groppo testimoniano la continuità degli insediamenti umani dal neolitico fino all'età del ferro, quando vi si stabilirono i Liguri (significativi reperti sono conservati al Museo Archeologico di Genova Pegli e presso l'Istituto di Geologia dell'Università di Genova). Il nome stesso di Bobbio sembra derivare dal toponimo ligure boiel, citato - nella forma latinizzata di Saltus Boielis - come nome di un torrente che scende dalle pendici di Monte Penice nella Tabula Alimentaria di Veleia. Lo stesso nome sarebbe pertinente alla stirpe gallica dei Boi che subentrarono ai Liguri nella zona tra il V e il IV secolo a.C. In seguito la vallata fu occupata dai Romani. È dunque nell'ambito della fase di colonizzazione romana, all'inizio dell'epoca imperiale, che la vera e propria città di Bobbio sembra avere avuto origine. Alla fine del IV secolo Savino, discepolo di Ambrogio, vescovo di Piacenza promosse la cristianizzazione della Val Trebbia.
Nel 614 il monaco irlandese Colombano, al termine del lungo viaggio da lui compiuto per evangelizzare l'Europa, ottenne dal re longobardo Agilulfo, grazie anche alla sollecitazione della moglie, la devota Teodolinda, l'uso del terreno della vallata e la metà dei profitti delle saline, derivanti dallo sfruttamento delle acque termali. Giunto a Bobbio fondò il primo nucleo del monastero sui ruderi dell'antica chiesa di S. Pietro, risalente all'epoca della prima cristianizzazione. Documenti attestano che intorno alla metà del IX secolo l'abate Agilulfo trasferì al piano il monastero, nell'area dove ancor oggi si trova. Il centro monastico di Bobbio in epoca carolingia ricevette notevole impulso, in particolare si deve segnalare l'importanza del suo scriptorium, che contava all'epoca ben settecento codici. Dalla fine dell'XI secolo - periodo in cui la chiesa romana era programmaticamente rivolta a favorire la pratica del viaggio a scopo religioso e sosteneva l'importanza per il cristiano della visita ai "luoghi santi", tra cui Gerusalemme era quello più carico di significati - rivestì un ruolo di particolare rilievo nel sistema delle vie di pellegrinaggio, grazie alla sua posizione dominante sul caminus Ianuae. Al XII secolo, infatti, risale la ristrutturazione della basilica agilulfiana. A tal proposito si può ricordare che nel 1910 è stata ritrovata, casualmente durante uno scavo nella zona antistante la cripta, una singolare testimonianza dell'edificio romanico: due metri sotto il livello attuale, è visibile parte di un mosaico pavimentale della prima metà del XII secolo, con le raffigurazioni dei Mesi insieme a scene bibliche tratte dal libro dei Maccabei. La basilica attuale è databile alla metà del XV secolo e ingloba il preesistente edificio. Nella cripta si trova il Sarcofago di S. Colombano, firmato e datato 1480. Alle pareti i sepolcri di S. Attala e S. Bertulfo, primi successori di S. Colombano, raffinati esempi di scultura simbolica longobarda. Da notare infine una cancellata in ferro battuto databile al XII - XIII secolo.
Nel corso del XV secolo, i monaci cedettero buona parte dei loro codici miniati alla Biblioteca Ambrosiana e a quella Vaticana. Risale intorno alla fine del '500 l'elegante loggiato rinascimentale attraverso cui si accede al museo dell'abbazia.

Il Museo dell'Abbazia

Il Museo, inaugurato nel 1961, recentemente riallestito e ospitato nei locali del monastero che erano adibiti alle arti liberali e allo scriptorium, presenta opere ed oggetti connessi sia al culto del Santo che alla storia della città, a lungo strettamente legata al monastero. I materiali esposti - che comprendono reperti archeologici, resti lapidei architettonici e scultorei della chiesa protoromanica, arredi sacri e dipinti - si datano dall'epoca romana fino al XVI secolo.
In particolare si possono ammirare, tra le testimonianze della colonizzazione romana, la Tomba Cocceia ascrivibile al IV secolo e rinvenuta nel 1910 nella cripta della basilica e alcune anfore cinerarie dello stesso periodo, ritrovate nel 1856 nella zona di Coniolo. Singolare rilevanza riveste una preziosa teca d'avorio di finissima fattura, detta Teca d'Orfeo, ricavata in una grande zanna di elefante e raffigurante Orfeo nell'atto di ammansire gli animali. La letteratura specialistica non è concorde sulla datazione di tale oggetto, che, pertanto, si deve assegnare ad un periodo indicativamente compreso tra il II e il V secolo.
Al VI secolo risalgono le ampolle metalliche palestinesi e le eulogie, vetro, legno, argilla, portate dai monaci di ritorno dai loro pellegrinaggi. All'epoca longobarda risale la lapide donata a Cumiano da re Liutprando. Importanti testimonianze della basilica del IX-X secolo sono i frammenti di plutei con decorazione curvilinea, a "vortice" o a doppia spirale intrecciata.
Nel museo si conserva inoltre una Madonna di scuola pisana del XV secolo, una statua lignea di S. Colombano del XVI secolo e, tra i dipinti, è degno di nota un polittico di Bernardino Luini, commissionatogli da G. B. Bagarotto, vescovo di Bobbio, e sicuramente databile al 1522 sulla base di alcune lettere dello stesso committente. L'opera composta di più parti, alcune delle quali andate perdute, originariamente collocata sull'altare maggiore della cattedrale di Bobbio, presenta nella parte centrale l'Assunzione della Vergine, affiancata da Apostoli e sormontata da angeli musicanti; le tavole centrali erano anticamente circondate da una cornice, oggi mancante, su cui si innestavano le cerniere di sostegno delle ante, composte da quattro grandi tavole, dipinte su due facce raffiguranti Padri della Chiesa e Santi.


torna all'inizio indietro informazioni home page

 

informazioni
mappa A-3
eventi
news
bookshop
didattica
archivio storico
restauro
visita virtuale
Associazione Piacenza Musei
concept by Associazione Piacenza Musei - design by Dinamoweb