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Arazzi
Gli arazzi rappresentavano un’autentica e singolare passione per il cardinale. Essa testimonia un prevalente interesse nel collezionismo dell'Alberoni per questioni di arredo e di ambiente, da cui derivava quindi uno spiccato senso dell’arte intesa come ornamento o come portatrice di contenuti. In questo modo, dunque, perdono valore non solo le distinzioni di scuola pittorica ma anche quelle basate sulla classificazione gerarchica delle arti. Per questo, oltre agli arazzi, la raccolta del cardinale comprende anche arredi preziosi (oreficerie, pizzi e parati liturgici). Ma tornando agli arazzi, va detto innanzitutto che la raccolta, così come fu costituita un tempo dall’Alberoni, tale è rimasta fino a oggi. Consta infatti di 18 superbi esemplari, suddivisi in tre serie diverse: la serie di Enea e Didone, che consta di 8 pezzi, tessuti dall’arazziere Michiel Wauters di Anversa su cartoni di Giovan Francesco Romanelli; la serie di Alessandro Magno, anch’essa di otto pezzi, tessuti da un arazziere fiammingo ignoto, che operò a Bruxelles nella seconda metà del ‘600, basandosi su cartoni di Jacob Jordaens dipinti verso il 1630-35 e, infine, la serie di Priamo. Quest’ultima, la più antica e preziosa, è costituita da 2 arazzi strepitosi, tessuti a Bruxelles al principio del XVI secolo (1515-1520 circa), che raffigurano le nozze di Priamo ed Ecuba e, precisamente, il Corteo regale e il Ricevimento con banchetto di nozze. Questi due arazzi sono attualmente esposti presso i Musei Civici di Palazzo Farnese di Piacenza.
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